Ogni volta che lasciate un dispositivo in riparazione da Apple o in un centro autorizzato, accettate un contratto. È pubblico, è scritto in italiano comprensibile, e nessuno lo legge. Io l'ho letto, ed è un documento molto istruttivo.
Si chiama "Termini e condizioni di riparazione" e sta sul sito legale di Apple. Vediamo i passaggi che vi riguardano davvero.
Clausola 5: "Apple può utilizzare parti o prodotti nuovi oppure parti originali Apple già usate che sono state testate."
Va detto che è una formulazione onesta: non si nasconde dietro giri di parole. Ma leggetela per quello che dice. Nel vostro Mac può finire una scheda logica che ha già lavorato dentro il computer di qualcun altro, si è guastata, ed è stata riparata.
E il prezzo? Il prezzo non cambia di un centesimo. Pagate come nuovo qualcosa che nuovo non è.
C'è poi un aspetto che trovo francamente divertente, se non fosse che ci pagate sopra: quella scheda è stata riparata a livello di componente. Cioè esattamente il lavoro che, se lo chiedete allo sportello, vi dicono che non si fa.
Sempre clausola 5: "Apple tratterrà la parte o il prodotto sostituiti come sua proprietà, mentre la parte sostitutiva diventerà di Sua proprietà."
Quel componente lo avete pagato voi, il giorno in cui avete comprato il computer. Si guasta, ve lo sostituiscono, e da quel momento non è più vostro. Non ve lo restituiscono, e non ve lo scontano dal preventivo.
"Qualora la legge applicabile richiedesse che Apple Le restituisca una parte sostituita, Lei concorda di corrispondere a Apple il costo aggiuntivo."
Facciamo l'esempio che spiego più spesso al telefono, perché è quello che fa capire la faccenda in tre secondi.
Il vostro Mac ha il disco guasto. Dentro ci sono i vostri documenti, le vostre foto, la vostra contabilità. Ve lo sostituiscono. Volete indietro il vecchio disco, quello con dentro la vostra vita? Lo pagate.
Quindi lo pagate due volte: la prima quando avete comprato il Mac, la seconda quando volete riavere il vostro.
Mettete insieme il punto 1 e il punto 2 e il cerchio si chiude da solo. Il vostro componente guasto viene trattenuto, riparato quando possibile, e rimesso in circolo per il prossimo cliente, che lo paga come nuovo.
Un meccanismo elegante. Indovinate chi ci guadagna a ogni giro.
Clausola 6: la garanzia sulla riparazione dura "novanta (90) giorni dalla data della riparazione".
Novanta giorni. Tre mesi. Su una sostituzione di scheda logica che, su un MacBook Pro, può costare dai 700 ai 1300 euro secondo i preventivi che i clienti mi portano in laboratorio.
Io do dodici mesi su ogni riparazione, e lavoro esattamente su quelle schede che vi hanno detto di buttare.
Una precisazione doverosa: i novanta giorni sono la garanzia contrattuale che Apple offre. I diritti che vi spettano come consumatori secondo la normativa italiana ed europea restano i vostri, e nessun contratto li cancella. Se avete un caso concreto e un dubbio, rivolgetevi a un'associazione di consumatori: io sono un tecnico, non un avvocato.
Clausola 1: "è esclusiva responsabilità del cliente effettuare un backup di tutti i dati."
Su questo non ho nulla da obiettare, anzi: sottoscrivo. Vale per Apple, vale per me, vale per chiunque apra un computer. Fate la copia di sicurezza prima di consegnare la macchina, finché si accende ancora. Dopo può essere tardi, e non per cattiva volontà di nessuno.
Il quadro non è immobile, ed è giusto dirlo.
Self Service Repair. Apple vende ricambi originali, manuali di riparazione e mette a disposizione strumenti professionali da noleggiare o acquistare, in Italia, per iPhone, iPad, portatili e desktop Mac, schermi e prodotti Beats. Per alcuni acquisti "potrebbe essere necessario il numero di serie o IMEI del prodotto".
Diritto alla riparazione europeo. Dal 31 luglio 2026 si applica la direttiva UE 2024/1799. In sintesi: obbligo di riparare i beni tecnicamente riparabili anche fuori dal periodo di garanzia legale; divieto di rifiutare la riparazione per motivi economici o perché un altro riparatore ci ha già messo mano; divieto di usare blocchi software contro i riparatori indipendenti; un modulo europeo standard con tipo di intervento, tempi, prezzo ed eventuale prodotto sostitutivo, uguale per tutti, così i preventivi si possono finalmente confrontare. E se durante la garanzia legale scegliete la riparazione invece della sostituzione, la garanzia si estende di dodici mesi.
Entro il 31 luglio 2027 dovrà esistere anche una piattaforma europea per trovare i riparatori.
Sono passi avanti seri. Notate però da dove sono arrivati: non da un ripensamento spontaneo dei produttori, ma da una direttiva.
Il contratto di riparazione non è nascosto. Non è scritto in caratteri microscopici, non è in inglese giuridico, non richiede un avvocato. È lì, e chiunque può leggerlo in dieci minuti.
Il problema non è che ve lo nascondano. È che lo firmate senza guardarlo.
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